RIARMO FANGUL 28-12-2019

Partecipanti: GREPPI MAURIZIO (PS/Speleo Cai Lovere) – GIANLUCA PERUCCHINI (PS/Speleo Cai Lovere); FRANCESCO ROTA (PS); ANDREA BELOTTI (PS)

Terminato il lungo periodo piovoso iniziato a fine ottobre e conclusosi a inizio dicembre è il momento di riprendere il riarmo dell’ostico collettore Fangùl.

Nella precedente punta ci eravamo fermati alla base dello spettacolare P31, particolarmente suggestivo per la massiccia presenza di colate calcaree e per la presenza alla base di un grande lago.

Questa volta siamo in 4: io (Maurizio), Andrea, Francesco, Gianluca.

Per Francesco è un gradito ritorno in quel di Fangùl, per Gianluca è la prima volta.

Purtroppo alcuni intoppi di natura logistica legati al prelievo del materiale da magazzino ci costringono ad un ritrovo un po’ tardo, verso le 9:30 a Solto Collina.

Solita veloce colazione e via verso la Valle di Fonteno.

Il regime idrico all’interno deve essere appena superiore alla media stimando le portate del torrente in valle. Preparate le sacche (normalmente pesanti) entriamo verso le 12:00.

Ai due P5 iniziali ci si bagna un pò.

Al P55 Andrea si accorge che l’anello di cordino (nodo “Garda”) cui è attaccato l’armo di partenza è leggermente lesionato: DA CAMBIARE.

L’arrivo dal Ramo degli Orsetti ha un pò più acqua delle ultime volte ma niente di esagerato.

Arriviamo alla base del P31 con ottimi ritmi.

L’armo attuale consente di scendere fino in basso ma va sistemato per consentire un agevole superamento del lago (la calata è in piena acqua, altezza circa 50/60 cm ma con molto fango sul fondo).

Coadiuvato da Francesco riesco ad evitare la predisposizione di un impegnativo traverso realizzando un efficace pendolo che  consente di arrivare fino alla “spiaggetta”.

Attendiamo la discesa di Andrea e Gianluca e ci godiamo le espressioni stupefatte per la bellezza del luogo.

Dopo una veloce sosta riorganizziamo il materiale e recuperiamo la 5° sacca, cioè quella lasciata in loco l’ultima volta con molta corda e moschettoni.

Procediamo lungo l’insidiosa forra, piena di profonde vasche, tutte con molto fango sul fondo…praticamente sabbie mobili!

Non ci sono appigli (o quelli che ci sono sembrano poco affidabili…) e le pareti sono molto fangose, la progressione è lenta.

Progrediamo per circa un centinaio di metri di forra,  attrezzando 3/4 saltini, un traverso e predisponendo un pò di staffe metalliche in corrispondenza di alcuni passaggi ostici. Solito ottimo gioco di squadra con tutti e 4 molto partecipi e proattivi nell’attività. Atmosfera ovviamente goliardica.

Arriviamo alla verticale di 20 metri successiva (soprannominata “Tampax”) del cui armo si occupa un lanciatissimo Francesco.

Vista l’esperienza ormai maturata anche da Gianluca io e Andrea lasciamo che sia quest’ultimo ad assistere Francesco nell’armo.

I due se la cavano benissimo.

Un grande complimento a Francesco che, seguendo la precedente linea di progressione, svolge un ottimo lavoro e anche a Gianluca che lo assiste con sicurezza.

Bravi !!!

Io e Andrea scendiamo occupandoci del disarmo.

Alla base il solito, immancabile lago, rende complicata l’uscita: bisognerà sistemare.

Procediamo lungo la forra, come al solito mezza allagata, per ulteriori 40 metri circa. Sarà meglio posizionare la prossima volta un pò di staffe metalliche a parete.

La profondità raggiunta è circa -330 m.

Mancano più o meno 300 m prima di arrivare all’ultimo grande pozzo che consente di accedere alla Carretera. Da lì la progressione dovrebbe tornare più semplice.

Lasciamo sul posto molto materiale:

– 7 moschettoni in lega placcati e fixati;

– 1 sosta;

– 2 moschettoni acciaio placcati e fixati;

– 7 placchette;

– 9 fix;

– 5 staffe metalliche grandi;

– corda nuova da 50 metri;

– corda nuova da 60 metri;

– corda da 30 metri VECCHIA derivante dal disarmo dell’ultimo pozzo, forse utile per attrezzare dei passaggini doppiando dei traversi o facendo pedalini.

Il tutto contenuto in due sacche.

La prossima volta basterà portare una decina di moschettoni e numerose staffe. Per il resto dovrebbe esserci materiale a sufficienza per il completamento del ramo, almeno fino alla Carretera.

Usciamo verso le 3 di notte dopo circa 15 ore di punta abbastanza impegnativa. Fangùl si conferma tosto ma anche molto bello, siamo davvero soddisfatti.

Speriamo di trovare un posto anche per l’installazione di un mini campo base per tentare la risalita del grande camino inesplorato vicino ai fondi e visto ormai più di 10 anni fa (solo in una occasione).

Maurizio

Please follow and like us:
shares