NUOVAMENTE A…FANGUL… 20-02-2020

ABISSO BUENO FONTENO – GIOVEDI’ 20 FEBBRAIO 2020

Partecipanti:

GREPPI MAURIZIO (PS/Speleo Cai Lovere) – CLAUDIO FORCELLA (PS/GS Valle Imagna) – ALDO GIRA (PS/SCO Speleo Club Orobico) – FLAVIO LEONI (SCO Speleo Club Orobico)

Organizzare una punta in grotta infrasettimanalmente ha sempre un sapore particolare e per Giovedì 20 Febbraio decidiamo di procedere con il riarmo dell’ostico ramo Fangùl, accompagnati dal mitico Aldo Gira (SCO) e da quel mattacchione di Flavio Leoni (SCO) che per l’occasione si è preso un giorno di ferie.

L’ultima volta (28/12/2019) io, Andrea, Gianluca e Francesco ci eravamo fermati alla base di un pozzo da 30 metri a circa 250/300 metri di distanza dall’ultima vera verticale (un altro pozzo da 30 metri). Scendendo quest’ultima, si accede al terzo grande collettore del complesso di Bueno Fonteno, ovvero nella Carretera, imponente forra attiva dove dovremo accedere più volte nei prossimi mesi per l’effettuazione delle operazioni di tracciamento (per verificarne il collegamento con i fondi di Nueva Vida) e per la misurazione in continuo delle portate. Tutte queste ultime attività, di fatto legate al progetto “100 km di Abissi”, ovviamente saranno funzionali anche alle esplorazioni sui fondi del tenebroso Fangùl, visti una/due volte e solo ai tempi delle esplorazioni iniziali immediatamente successive alla scoperta (quindi parliamo di 12/13 anni fa).

Nei pressi dei fondi, un grande camino inviolato, visto una sola volta, è lì che attende solo di essere risalito…

Ed è il secondo grande camino che dovrà essere risalito in Fangùl, contando anche quello di cui ci si era praticamente “dimenticati” e che si incontra a circa -250/300 (si vedano i post precedenti relativi al riarmo di Fangùl).

Come per Hydrospeed, anche per Fangùl praticamente non esistevano foto o clip video…finalmente in queste sessioni di riarmo abbiamo l’occasione di documentare opportunamente quello che è uno dei rami più importanti del complesso (e infatti Aldo si piazza sul casco la sua fida Go-Pro).

Avevamo lasciato sul posto molto materiale, praticamente quasi tutto il necessario.

In un altro punto anche numerose staffe metalliche…

Morale della favola, per una volta che possiamo scendere semivuoti, ci viene la brillantissima idea di portare con noi 2 trapani con relativi kit, ipotizzando che 2 coppie possano lavorare simultaneamente in fase di riarmo: una più avanzata ed una appena più arretrata.

L’idea è convincente, ci piace, per cui agiamo di conseguenza.

Tra effetti personali, kit vari e trapani con relative batterie alla fine proprio vuoti non siamo…ma non ci possiamo neanche lamentare.

Dopo la solita colazione con ritrovo h 8:30, saliamo in valletta verso le 9:00 e, in fin dei conti, entriamo che sono più o meno le 10:30.

Clima gradevole e simil primaverile, atmosfera particolarmente ridanciana…non saprei dire perchè.

Posso solo dire che la mascotte della giornata si chiamerà Maria Infausta Fix. Per eventuali delucidazioni contattarci in privato…

In circa 3 orette scarse arriviamo a – 400 m, alla base del pozzo dove ci eravamo fermati l’ultima volta.

Facciamo l’inventario del materiale presente… alla fine contando anche le staffe che avevamo portato fin quaggiù, sommate a quelle che abbiamo recuperato lungo il percorso (lasciate subito prima del passagio in strettoia “Podalico”, si veda post precedente)…sono ben 31 !!!

Brevissima sosta, poi subito organizziamo i materiali per le due coppie ansiose di trapanare bellamente e allegramente. E’ qui che realizziamo che una delle due scatoline contenente le punte del trapano è rimasta fuori…in pratica avevo preparato in tutto due scatoline, una per trapano, ciascuna contenente 2 punte dell’8 (per le staffe, che hanno questo diametro) e due punte del 10 (per i veri e propri armi)…nel marasma dei preparativi alla fine abbiamo una sola scatolina, ovvero in tutto 2 punte dell’8 e 2 del 10.

Pensiamo :”…va beh, mica si romperanno tutte oggi le punte del trapano…”. Aldo poi, profetico :”Eeehh hai voglia…prima di rompere una punta…”…

Detto fatto, dopo 10 minuti una punta dell’8 e una del 10 ci hanno già lasciati…incredibile!!!

Mai successo…

Maledetti noduli di selce…

Morale abbiamo in tutto 2 sole punte, di diverso diametro. Dobbiamo abbandonare l’idea di procedere con i 2 trapani, a questo punto è meglio concentrarsi in un’unica squadra in cui, nelle condizioni disagevoli offerte dal luogo, cooperiamo passandoci l’occorrente di volta in volta…

Mentre Aldo e Flavio sistemano l’arrivo alla base del pozzo (fissando la corda a parete per evitare di puciare le gambe fino alle ginocchia nel solito lago…) e attrezzano con una staffa metallica un primo passaggio scomodo, io e Claudio ci cimentiamo con quella che si rivelerà essere la vera difficoltà imprevista della giornata, che incontriamo appena una trentina di metri dopo il punto dove ci eravamo fermati l’ultima volta: una dannatissima strettoia cui si accede tramite un passaggio fangosissimo, scivolissimo e per farla breve…scomodissimo.

In pratica si tratta di risalire un paio di metri buoni rispetto alla base della forra dove una colata concrezionale impedisce completamente il passaggio; in alto, con una arrampicata semplice ma insidiosa, si accede ad un passaggio (coperto da uno strato di 20 cm di fango fradicio, lungo circa 2 metri e largo 60/70 cm) che si conclude con strettoia “umana” ma di precisione.

Mi sdraio letteralmente nel fango, arrivo alla strettoia e mi rendo conto che forzando un pò riuscirei a passare. Al di là però l’uscita è scomoda, ci si affaccia sul vuoto…difficile capire quale sia il metodo migliore per affrontare la strettoia…

Torno indietro. Mentre valutiamo il da farsi io e Claudio installiamo un paio di staffe metalliche per favorire l’arrampicata iniziale, nel frattempo veniamo raggiunti da Aldo e Flavio.

Aldo vuole sincerarsi della situazione e sale anche lui per vedere: del resto è lui il più smilzo oggi, a lui quindi l’onere di essere lo strettoista ufficiale della giornata…

Passa di là e poi, coadiuvato da Flavio e Claudio, smazzetta per allargare il passaggio con buoni risultati.

Prima di passare anche io e Claudio dall’altra parte, installiamo una cordina con nodi per agevolare ulteriormente l’accesso al passaggio fangoso, soprattutto in fase di uscita, altrimenti potenzialmente pericolosa.

Ad operazioni ultimate, inutile dire che siamo tutti completamente marroni…

Una volta di là, Claudio e Aldo attrezzano un efficace traverso seguito da piccola calata che ci consente di tornare alla base della forra.

Purtroppo questo passaggio ci ha fatto perdere parecchio tempo, in quasi 3 ore avremo attrezzato circa 30 metri di forra…sono le 15:45…

Procediamo dandoci dentro per circa altre 3 ore, attrezzando per bene numerosi passaggi con traversi e staffe.

Piacevole incontro con l’ennesimo pipistrello dormiente (si veda la foto!)…questi animali sono davvero estremamente affascinanti…

Sono quasi le 19:00 e Flavio deve rientrare, il giorno dopo si deve alzare abbastanza presto per andare al lavoro.

Complessivamente altri 100 metri circa li guadagniamo: rilievo alla mano, non dovrebbero mancare più di 150/200 metri prima di arrivare al pozzo finale che consente di scendere nella Carretera. Quindi forse la prossima volta concluderemo il lavoro di riarmo.

Lasciamo sul posto una grande quantità di materiale tra corde, moschettoni, una sosta, fix, maglie rapide, staffe e quant’altro: la prossima volta sarà sufficiente portare una decina di placchette con fori del 10, 6/7 moshettoni, una decina di fix del 10.

Desiderosi di uscire in tempo per la consueta pizza usciamo con ritmi elevati senza soste e alle 22:30 circa siamo tutti fuori (12 ore di punta complessivamente).

Sarà per lo strato di fango che ci ricopre almeno fino alle gambe, sarà che siamo un pò bagnati, sarà un pò di stanchezza…fatto sta che in valletta il freddo si fa sentire…ci cambiamo il più rapidamente possibile e via sul fuoristrada nuovamente verso la civiltà.

La pizzeria a Solto Collina ha già chiuso, decidiamo di andare a Casazza al The Bell’s Pub che chiude all’una di notte dove una buona birra accompagna le solite porzioni “comuni” di patatine fritte, piadine, hamburger e, per il sottoscritto, una pasta alla carbonara…

Si conclude così più che degnamente una giornata impegnativa ma utile e divertentissima: ringrazio i miei simpaticissimi e goliardici compagni di viaggio.

Chiudendo gli occhi la notte prima di addormentarmi risuonava nelle mie orecchie la risata sinistra di Maria Infausta…

Fangùl…alla prossima!!!

Maurizio

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